Editori

Editori: dove trovarli e come contattarli

E’, questo mestiere, uno dei più difficili da descrivere a chi sta fuori. Anche perché si fa di tutto, dopo esservi entrati non sapendo niente. E’ incredibile il numero di operazioni che stanno prima di un libro e dopo un libro.

Paolo De Benedetti

Buongiorno passeggeri, oggi parleremo di un argomento molto a caro a ogni aspirante scrittore: case editrici, dove trovarle e come contattarle.

Dopo aver terminato il manoscritto Il costo dei desideri, ho creduto che la parte difficile fosse terminata. Avevo tra le mani la storia completa, una storia che avevo letto, corretto, riletto e corretto di nuovo.  

Uno scrive per mesi, a volte anni, con l’obiettivo di concludere la propria opera, e quando finalmente ci riesce, scopre di non essere neanche a metà strada.

Quest’articolo si rivolge a tutti coloro che da poco hanno terminato il proprio romanzo e che ora, rileggendolo, si pongono la fatidica domanda: e adesso cosa ne faccio?

Semplice: lo spedisci e aspetti. Nel frattempo, puoi rivolgerti al Santo Protettore degli esordienti, pregando che non sia troppo occupato ad ascoltare le richieste delle migliaia di altri esordienti come te. Mettersi in coda prego.

Per cui, se ancora non avete preso in considerazione l’idea dell’autopubblicazione, quest’articolo è per voi, che non sapete a chi e come inviare la vostra opera.

COSA VI SERVE

  • Prima di tutto non sarebbe male avere tra le mani un manoscritto completo. Lo preciso perché sui siti delle varie case editrici leggo spesso l’esplicita richiesta di inviare “Opere complete”, il che mi fa pensare che qualcuno debba aver più volte manoscritti non terminati. Mi metto nei panni di un editore e ritengo che non sia un buon biglietto da visita per uno scrittore mandare romanzi ancora in fase di stesura. È come se candidandovi a un’offerta di lavoro inviaste un CV incompleto.

A meno che l’editore non richieda solo un estratto dell’opera e non l’opera completa. In questo caso, se ancora non avete terminato il romanzo, potete rischiare e iniziare a inviarne una parte. Se poi l’editore dovesse mostrarsi interessato e domandarvi tutto il testo, fatevi trovare pronti.

  1. La sinossi viene spesso chiesta da svariate Case Editrici. Si tratta di una sorta di riassunto del romanzo, in cui dovrete includere anche il finale. Quando ho iniziato a inviare il manoscritto, ho erroneamente pensato che l’epilogo non andasse inserito nella sinossi, credevo di dover mantenere un’atmosfera di mistero, così da incuriosire anche la Casa Editrice che stavo contattando. In realtà, non è così. Se volete sapere come scrivere la perfetta sinossi, leggete qui, troverete informazioni sulla lunghezza che essa debba avere, sui dati da inserirvi etc.
  2. Spesso gli editori domandano anche una breve biografia dell’autore, in cui inserire le informazioni principali. Nome, cognome, luogo di nascita, esperienze passate in ambito letterario (se non ne avete potete tranquillamente specificarlo).
  3. Pazienza, qui non c’è nessun sito a cui io possa rimandarvi per aiutarvi a svilupparla.

COME SCEGLIERE LE CASE EDITRICI A CUI RIVOLGERSI

Il metodo invia il manoscritto a più gente che puoi secondo me è un po’ sbagliato.

L’ho capito anche io man mano che ricercavo CE a cui rivolgermi. All’inizio di questo percorso, credevo che le Case Editrici fossero simili tra loro: aziende, alcune più famose altre meno, che pubblicano libri, punto.

La realtà è un po’ diversa. Ho imparato che esistono diversi tipi di editori che pubblicano a loro volta diverse tipologie di libri.

Non a caso nel momento in cui andrete a proporre il manoscritto, non è raro che la CE specifichi assicuratevi che il vostro romanzo sia coerente con la nostra linea editoriale. Se il vostro è un romanzo rosa è inutile inviarlo a un editore che si occupa esplicitamente solo di thriller.

Anche qui per fare un paragone, è come se un avvocato inviasse il proprio CV a uno studio medico.

C’è qualcosa che non quadra.

Perciò il primo errore è inviare manoscritti a caso, senza dare un’occhiata ai libri pubblicati dalla CE scelta. Per capire se la vostra opera possa interessare, guardate il catalogo dell’Editore, lì troverete tutti i libri pubblicati e i relativi generi.

Altra raccomandazione è evitare le CE a pagamento.

Non esiste il pagare per essere pubblicati, a meno che non siate proprio giunti a un livello talmente alto di disperazione da volerci rimettere dei soldi pur di vedervi pubblicati in giro.

LINK UTILI

Se non sapete da dove iniziare, vi consiglio questi elenchi, contenenti CE non a pagamento:

1) http://www.sulromanzo.it/2009/01/case-editrici-per-uno-scrittore.html

2) https://writingtipsoasis.com/it/case-editrici-per-esordienti/

Inoltre vi segnalo un sito che mi è stato molto utile:

https://www.writersdream.org/forum/forums/forum/15-case-editrici/

Qui, cercando una specifica casa editrice, potrete trovare le opinioni e testimonianze di chi ha già pubblicato.

COME PRESENTARSI

Perfetto, avete selezionato le case editrici che più fanno al caso vostro. Ora bisogna contattarle, possibilmente nella maniera più corretta possibile.

Ancora una volta riprendiamo l’esempio dell’invio del curriculum. In una lettera di presentazione per un lavoro a cui vi state candidando, non potete scrivere frasi come Questo è il mio curriculum, fammi sapere. Ciao.

Dopo mesi trascorsi a inviare manoscritti, gli editori sono ancora un mondo sconosciuto e misterioso per me. Sicuramente vi saranno persone con più esperienza, in grado di spiegarvi quale sia il modo giusto per porvi. Io fino ad ora ho adottato questa tecnica: mi metto nei panni di un editore e immagino che tipo di mail vorrei ricevere, cosa potrebbe colpirmi e cosa potrebbe irritarmi. Iniziamo:

  • Educazione, è un po’ la prima cosa. Quando scrivi a qualcuno che non conosci il minimo sarebbe salutare e presentarsi.

Gentile Editore,

Il mio nome è….

  • Il motivo per cui sto scrivendo. È ovvio che se scrivo a un Editore è per proporgli un romanzo, però non è carino dire Eccoti il manoscritto, sarebbe meglio formulare una frase tipo Le scrivo per proporle il manoscritto inedito che le allego di seguito ….
  • Essere brevi. Qui domando chi è del settore a farmi comprendere se la mia intuizione sia corretta. Se io fossi un Editore, di conseguenza qualcuno che ogni giorno riceve proposte editoriali da migliaia di aspiranti scrittori, non vorrei mai leggermi una mail lunga otto paragrafi. Di contro, non vorrei neanche ricevere una mail vuota, con allegato solo il manoscritto e neanche un saluto o un minimo di presentazione dal mittente.

Preferirei una via di mezzo.

  • L’oggetto nella mail, questo ve lo preciso perché giusto l’altro giorno ho fatto un errore madornale: presa dalla foga di inviare una mail, mi sono dimenticata di mettere l’oggetto, che in genere dovrebbe essere qualcosa cosa proposta editoriale. Non so se questo possa infastidire un Editore (spero di no), però non credo possa renderlo particolarmente felice.

Un’ultima cosa che vi consiglio caldamente di evitare sono le manie di grandezza.

A me irritano mortalmente gli scrittori presuntuosi, che credono di avere tra le mani il best seller dell’anno. Purtroppo, bazzicando su vari gruppi e forum mi è capitato di averci a che fare e sono una peste unica. Ho sempre evitato di parlarci direttamente, però sfortunatamente ho dovuto leggere i concentrati di presuntuosità che scrivevano (solo su internet naturalmente, libri loro ancora non ne ho visti…ma sorvoliamo perché anche io non ho mai pubblicato nulla, quindi non posso giudicare). Sono quelle tipiche persone che in una mail destinata a un Editore potrebbero scrivere: Merito di essere pubblicato perché il mio è un libro diverso, originale, unico. Mica come le scemate che avete pubblicato negli ultimi tempi.

Non fate neanche i falsi umili o i pessimisti esistenziali. Se vi mettete a scrivere in una mail So che forse non avrò possibilità di essere pubblicato dalla sua Casa Editrice…. Vi scavate la fossa da soli. Se non ci credete voi nel vostro progetto, come può crederci un Editore?

Fate come me: non scrivete giudizi sul vostro lavoro. Non dite è molto bello, è molto brutto, è l’opera del secolo, non mi convince ecc.

Siate educati, salutate, presentatevi, presentate la vostra opera e lasciate che sia l’Editore a occuparsi delle varie valutazioni.

ULTIMI CONSIGLI

I tempi di risposta da parte del mondo editoriale sono molto prolungati. In genere le CE specificano entro quanto risponderanno, se risponderanno anche in caso di esito negativo ecc.

Dovete pazientare e aspettare.

Vi consiglio di segnare tutti gli Editori a cui avete inviato il manoscritto e la data, così da evitare di contattare due volte lo stesso. Inoltre, avendo la data di invio potrete regolarvi e capire se il vostro romanzo sia stato rifiutato: in linea generale se dopo sei mesi non avete avuto notizie, non siete stati presi. Non è una regola sempre valida, alcune rispondono dopo un anno.

Detto questo, vi auguro buona fortuna e vi invito a scrivermi in privato o nei commenti le vostre esperienze. Se avete aneddoti divertenti o anche spiacevoli (cercheremo di sdrammatizzare anche quelli) riguardanti il momento in cui avete inviato un manoscritto, fatemi sapere.

A presto!

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