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Non ti muovere di M. Mazzantini

Tratto da “Non ti muovere” di Margaret Mazzantini

Cosa vuol dire amare, figlia mia? Tu lo sai? Per me amare fu tenere il respiro di Italia nelle braccia e accorgermi che ogni altro rumore si era spento.

Distinguo sempre le storie che leggo in due categorie essenziali: quelle che non riesco a dimenticare e quelle che vorrei non aver mai letto.
Non ti muovere è da inserire decisamente nella prima.

Con una gentile prepotenza, Margaret Mazzantini è riuscita a imprimere nella mia mente la storia d’amore tra Timoteo e Italia, due tra i personaggi più imperfetti e sbagliati che io abbia mai letto. Ho ripensato a loro a lungo dopo aver terminato il libro, a tal punto da voler immediatamente guardare il relativo film, di Sergio Castellitto.

Trama

Una mattina Angela ha un incidente con il suo scooter. Trasportata d’urgenza in ospedale, viene identificata da una rianimatrice come la figlia di un suo amico, un chirurgo dell’ospedale, Timoteo. Venuto a conoscenza della notizia, l’uomo ripensa al suo passato e si rivolge con un lungo monologo alla figlia, a cui racconta un periodo della sua vita fino ad allora tenuto segreto: la passione per una travagliata ragazza di borgata, Italia, che lo portò alla rinascita, alla scoperta di sé, quando ormai tutto sembrava non avere più alcun senso.

Film e libro

Oggi sono qui a consigliarvi non solo un ottimo libro ma anche un ottimo film.
Attenzione, i gusti sono soggettivi, sicuramente molti di voi non la penseranno come me. Facciamo quindi una doverosa precisazione, queste due opere sembreranno ottime per coloro che tra voi amano gli amori complicati, incomprensibili, a tratti sbagliati, fatti di errori e passione.
Timoteo e Italia rientrano esattamente in questi canoni.
Inizialmente la più imperfetta tra i due sembra essere lei, una donna tutt’ossa e trucco, abitante di una casa disastrata in un quartiere altrettanto poco accogliente; Timoteo è invece un medico, un uomo di famiglia, con una moglie perfetta e tanto di casa al mare. In realtà, secondo me, è proprio lui il più difettoso.
L’ho odiato fin dalla prima scena, quando l’ho visto compiere un gesto – eufemismo – che mai mi sarei aspettata. Non posso fornirvi troppe informazioni, ma coloro che hanno letto il libro capiranno bene a quale scena io mi riferisca.
Timoteo è un vigliacco, un uomo che non riesce a trovare il coraggio di scegliere, un uomo che per questo si ritrova a vivere una vita di facciata.
Pur non avendolo in particolare simpatia, non sono riuscita a odiarlo del tutto. È inevitabile: quando leggi i pensieri, le azioni e la vita stessa dal punto di vista di un personaggio specifico – Timoteo è il narratore dell’intera vicenda – non puoi non comprendere i suoi errori e perdonarglieli.

Non posso che parlare altrettanto bene del film, profondo, emozionante e perfettamente in linea con gli eventi del libro. Non ci sono stati particolari stravolgimenti, anzi.
Ciascun personaggio sembrava cucito addosso al relativo attore. Vogliamo parlare di Penelope Cruz?

Conclusioni

Vi invito a leggere il libro o perlomeno guardare il film. Soprattutto, fatemi sapere la vostra opinione in merito e consigliatemi opere simili a Non ti muovere.

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