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Guida di sopravvivenza per laureandi

Guida di sopravvivenza per laureandi

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Di cosa parleremo 

  1. Premessa
  2. Consigli pre laurea
  3. Scegliere la sessione
  4. Come scegliere l’argomento/relatore
  5. Quando iniziare a muoversi

Buongiorno passeggeri, spero che il soggiorno a bordo del treno di carta sia di vostro gradimento e che tale possa rimanere.

Premessa

Oggi tratterò un argomento che interesserà molti tra voi: la tanto agognata laurea.

Sembra trascorso un secolo, mentre in realtà tutto è accaduto poco più di un mese fa: il 17 luglio ho indossato la mia corona d’alloro e stretto tra le mani il mio tanto sudato pezzo di carta.

Non preoccupatevi, non intendo tediarvi con dettagli narcisistici, desidero però raccontarvi brevemente la mia esperienza, fornendovi tutte quelle informazioni che avrei voluto possedere io mesi fa.

Come si scrive una tesi, come si svolge una discussione, cosa accade a una proclamazione sono stati i miei principali quesiti, seguiti a ruota da domande ben più stupide come cosa indossare il giorno della laurea, come festeggiare, chi invitare…

Naturalmente far rientrare la mia intera esperienza in quest’articolo sarebbe alquanto difficile, per questo dedicherò all’argomento più sezioni, che verranno pubblicate settimanalmente. Vi invito a contattarmi, mi rivolgo soprattutto ai futuri laureandi, se avete curiosità, chiedetemi pure senza timori.

Ora iniziamo, parlando dei momenti precedenti alla laurea vera e propria.

Scegliere una sessione di laurea

Uno studente se lo sente quanto il fatidico momento si sta avvicinando. Se siete ormai in procinto di aver dato tutti gli esami, a un certo punto, dovrebbe accendervisi come una lampadina.

Ma quindi a che sessione di laurea mi iscrivo?

Normalmente ve ne sono tre: estiva, autunnale e invernale. Da quel che so esistono appelli straordinari, di cui non so molto, non essendomi mai informata in merito.

Dovete fare una scelta basata sul buon senso, tenendo conto di due dettagli: gli esami che vi mancano e il vostro stato mentale.

Mi spiego meglio: quando verrà il momento di scrivere la tesi, non dovrete avere nient’altro a cui pensare, men che meno esami da preparare. Il mio consiglio è di averli completati tutti o essere in procinto di averlo fatto. Se siamo a giugno e vi mancano sei esami, non sperate di laurearvi a luglio (no, inutile ripetersi che la speranza è l’ultima a morire. In questo caso vi assicuro che è crepata del tutto, si è suicidata).

Come dicevo prima, anche lo stato mentale in cui vi troverete è essenziale. Per scrivere una tesi, oltre ad avere tempo, avete bisogno di essere lucidi, calmi e con le idee chiare.

Questo è un tipico esempio da predichi bene e razzoli male, poiché io ho fatto l’opposto di ciò che vi ho appena detto: ho contattato il relatore a febbraio, quando mi mancavano due esami (primo criterio rispettato), per laurearmi a luglio, pur essendo sull’esaurimento andante (secondo criterio non rispettato).

Scegliere il relatore/l’argomento della tesi

Di cosa posso parlare? In base a cosa scelgo il mio relatore?

Rispondo prima al secondo quesito: il relatore lo scegli in base all’argomento che vuoi trattare. Se tu desideri parlare della pena di morte e le leggi ad essa legate (sempre esempi poco macabri), ovviamente prenderai appuntamento con un professore esperto in ambito giuridico, non andrai a scegliere come relatore un docente di matematica.

Argomento e relatore si richiamano l’un l’altro. Scegliere un determinato tema significa doversi rivolgere a un docente esperto in tale ambito; viceversa, scegliere prima il relatore, perché si ha stima verso quella persona o per altri motivi, significa dover trattare un argomento attinente alla sua materia.

Personalmente io ho unito le due cose: ho scelto relatore e argomento insieme, facendoli coincidere.

Mettiamo caso che invece non abbiate in mente un professore a cui rivolgervi, non siate rimasti colpiti da nessuno, allora vi serve prima l’argomento.

Possono verificarsi due situazioni: avere troppe idee o non averne affatto. Nel primo caso dovrete fare una cernita, valutare quale tematica possa essere maggiormente sviluppata, approfondita e trattata al meglio. Potete avere l’argomento migliore del mondo, ma se dopo dieci pagine non sapete più che dire… vi è un problema, bello grosso. Pensateci prima quindi, immaginate il percorso che farete, le ramificazioni che il vostro discorso potrà prendere. In conclusione, rispondete alle seguenti domande:

  1. Da dove voglio partire e dove voglio arrivare.
  2. Su questo tema ho molto materiale (articoli, libri, saggi ecc.) a disposizione o no?
  3. Il mio argomento è ampio a tal punto da poterci scrivere più capitoli o dopo cinque pagine rischio di non avere più idee?

Se non riuscite a prevedere tutto ciò, vi rimane una soluzione piuttosto semplice: chiedere consiglio a un professore, preferibilmente quello che potrebbe diventare il vostro relatore.

Nel caso in cui non abbiate neanche mezza idea, potete fare lo stesso, oppure compiere un procedimento che renda la scelta più personale:

riguardate il vostro piano di studio, le materie studiate, gli esami dati. Ci dev’essere almeno un argomento che vi abbia colpito, può essere anche una tematica trattata ampiamente dal professore o appena citata a lezione, anzi, quest’ultimo caso è il migliore, perché potrete approfondirla voi stessi.

Quello appena descritto è stato il mio percorso.

Quando rivolgersi al relatore?

Dunque, ricapitoliamo: abbiamo quasi terminato gli esami, abbiamo delle idee per la tesi e siamo convinti di volerci laureare in una certa sessione. Non resta che rivolgersi a un papabile relatore. Vi consiglio di muovervi il prima possibile, poiché alcuni professori possono essere richiesti più di altri. Di conseguenza, giungere troppo tardi potrebbe voler significare l’essere rifiutati.

E se succede?

Semplice: ne cercate un altro che sia un minimo vicino alla tematica che volete trattare. Se non doveste trovarlo, non vi resta che ripetere la procedura descritta al paragrafo prima. Purtroppo, potrebbe essere necessario cambiare argomento.

Bisogna muoversi in anticipo anche per un altro fattore che è necessario considerare: i tempi previsti per la stesura di una tesi. Mi hanno sempre detto che mediamente per completare un elaborato triennale siano necessari 3 mesi. Non so chi abbia diffuso queste statistiche, ma secondo me non vanno tenute troppo in considerazione. Ognuno ha i propri tempi, vi è chi ha impiegato due mesi scrivendo notte e giorno (non vi azzardate, ricordatevi la questione dello stato mentale che vi ho citato all’inizio), chi quattro scrivendo qualche ora al giorno (colpevole) e via dicendo.

Ricapitoliamo brevemente

Le fasi pre-laurea (anche se sarebbe più corretto dire pre stesura tesi) si basano essenzialmente su due scelte fondamentali, da cui partire:

  1. Scelta del momento più adatto, in base agli esami mancanti e il vostro stato mentale
  2. Scelta dell’argomento e del relatore

A partire da qui inizia la parte peggiore (non intendo mentirvi al riguardo, se siete particolarmente sensibili non proseguite nella lettura dei successivi articoli) ossia la stesura della tesi. So che è questa la parte che vi interesserà maggiormente!

Da dove si inizia, cosa si scrive prima, come si scrive un indice, una prefazione, quanto dev’essere lungo un capitolo, una tesi intera, come devo formattarla…

Risponderemo a tutte queste domande ansiogene prossimamente. Cercherò di fornirvi quella guida alla laurea che avrei voluto avere io a disposizione tempo fa!

Nel frattempo vi saluto, vi invito a contattarmi per qualsiasi domanda e se siete dei futuri laureandi vi mando un grosso in bocca al lupo, ricordandovi che la bocca del lupo è il luogo più sicuro al mondo!

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