Riccardo

Riccardo, il bambino fortunato

IL COSTO DEI DESIDERI: RICCARDO – IL BAMBINO FORTUNATO 

  • Tratto da Il costo dei desideri

Ero certa di non aver mai visto quel ragazzo, o almeno lo pensai fino a quando non incrociò il mio sguardo, rivelandomi il suo volto. Mi bastò scorgerne gli occhi chiari, le lentiggini scure, i capelli biondo cenere.
«Riccardo.»
Il suo nome rotolò fuori dalle mie labbra senza che io potessi frenarlo. Fu solo un sussurro, ma lui riuscì a udirmi ugualmente: mi puntò gli occhi addosso e spalancò la bocca, a sua volta sbalordito.
Un lampo squarciò il cielo, subito dopo una goccia bagnò la mia fronte. La pioggia giunse fitta, senza preavviso, piombando su tutti noi con rabbia.
Come un’ombra calò sulla mia mente, afferrandomi con violenza e portandomi altrove, in un tempo passato che credevo di aver dimenticato.
Ricordai la medesima pioggia, i sassi lanciati da Enrico e Michele, il libro di poesie e gli occhi privi di volontà di Riccardo.
Con la stessa veemenza venni riportata nel presente, in cui quegli stessi occhi mi stavano guardando. Non erano più tristi o rassegnati, tutt’altro, erano gli occhi di un ragazzo forte, deciso, vitale.
Era tornato, era realmente lì davanti a me.

– Leggi anche: Matilde e Fabio, i gemelli

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