Si ha sempre bisogno di quell’amica che ti dica se hai uno spinacio tra i denti

Schiettissima, sincerissima, trasparentissima.

No, non sto parlando di un possibile spot per Levissima ma di alcuni aggettivi che spesso mi vengono attribuiti.

«Sei una persona davvero sincera, dici sempre ciò che pensi, nel bene o nel male.»
«Sei la ragazza più schietta che conosca.»
«Mi piaci molto, ti vedo una persona trasparente.»

Effettivamente sì, lo sono, intendo davvero, forse anche troppo.
Questo potrebbe apparire come un meraviglioso pregio, la famosa e tanto decantata sincerità, ma per me alle volte diventa quasi una maledizione, sfociante in nervosismo, gastrite e istinti omicidi.

Vi spiego: dentro di me coesistono due personalità – in realtà molto più di due, ma per ora meglio non entrare nello specifico, nel caso ci fosse uno psichiatra all’ascolto – da un lato vi è una dolce ragazza del tutto indifferente all’umanità, dall’altra invece troviamo una ragazza estremamente sincera.
Generalmente a prevalere è la prima, il che significa che non importa cosa facciate, a me non interesserà nulla. Potete tradire il vostro partner, scrivere un romanzo erotico, tingervi i capelli color arcobaleno, indossare un vestito striminzito etc. etc e io non direi nulla.
Può apparire un ragionamento menefreghista, ma in realtà è alquanto profondo. Il mondo è già pieno di perbenisti pronti a giudicare ogni cosa vedano senza che mi ci aggiunga pure io.
Io cerco di trattenermi, questo non vuol dire che non abbia opinioni o una morale. Non commenterò nulla di ciò che facciate, l’importante è che non si tratti di pedofilia, omicidio (in alcuni casi potrei giustificarlo) e azioni che feriscano l’altrui persona.

Sembro quasi una persona meravigliosa, incapace di giudicare chiunque. Non è così.
Vi ho citato prima la presenza di una seconda persona: la ragazza estremamente sincera.
Generalmente funziona così: la suddetta ragazza tace finchè qualcuno non viene a infastidirla. Questo avviene in tre casi: quando le viene chiesto un’opinione, quando viene provocata o quando il vostro atteggiamento la tocca particolarmente.

Mi soffermo sul primo caso e vi faccio un appello: quando mi domandate un’opinione, su qualsiasi argomento, assicuratevi di essere pronti alla risposta che riceverete, perché da questa boccuccia candida non usciranno altro che crude verità.
Se un vestito vi fa grasse, io ve lo dirò; se avete uno spinacio tra i denti, io ve lo dirò (prima riderò) e mi aspetterò la stessa cortesia; se mi starete antipatici… magari non ve lo dirò (a meno che non me lo chiediate esplicitamente) ma lo capirete, fidatevi; se vostro figlio è brutto e verrete da me dicendo “È bel bambino, vero?”, io sorriderò imbarazzata e solleverò le spalle (questo rientra nei casi di provocazione. Non c’è niente di peggio delle mamme elemosinanti complimenti sui figli); se il vostro fidanzato vi dovesse cornificare trenta volte e alla trentunesima doveste venire da me a chiedere consigli, con molta probabilità vi dirò prenderò a calci nella speranza di scuotere la vostra dignità.

Ve l’ho detto, sono una tipa devota alla cruda verità… che tradotto in termini meno diplomatici significa essere una stronza colossale.
Quest’ingiusta nomea mi infastidisce, ma al tempo stesso mi torna utile nella vita di tutti i giorni. Ad esempio, le stronze non possono essere ferite, o almeno questo è ciò che faccio credere.
Ad ogni modo, vorrei sottolineare la profonda ingiustizia in cui vivo. Rispondetemi: sono da etichettare come cattiva solo perché a differenza del resto del mondo ho il coraggio di scuotervi da quello stato di ipocrisia che vi circonda?

Questa è una bella frase, dovrò tatuarmela non appena avrò trovato un punto abbastanza spazioso sul mio corpo.

Quello che intendo dire è che non importa quanto pacata io sia nel dirvi le cose, potrei sussurrarvele dolcemente all’orecchio o cantarvele sulle note di Imagine di John Lennon, alcuni di voi riusciranno comunque ad avercela con me, giudicandomi bastarda, aggressiva, offensiva.
Ho notato che a infuriarsi nei miei riguardi sono sovente le stesse persone che fino a tre secondi prima si complimentavano per la mia onestà.

Dialogo tipico:
– Complimenti, hai un bel carattere. Mi daresti un parere su quest’abito?
– Secondo me non ti dona.
– Come ti permetti, sei proprio una maleducata.

Fortunatamente a reagire male sono due sole categorie, gli ottusi o gli illusi. I primi sono troppo stupidi per capire ciò che dico, i secondi lo comprendono eccome ma ignorano la realtà dei fatti, perché farlo è più rassicurante che affrontarla.
Generalmente reagisco in due modi dinnanzi a queste situazioni: intavolo una discussione infinita dove ognuno manterrà le proprie posizioni e mai se ne verrà a capo – questo metodo tendo a usarlo quando ho il forte desiderio di analizzare cosa accada in persone con cervelli di grandezza ridotta – oppure intraprendo la via della maturità: vado a bermi un drink (anzi, visti i miei problemi allo stomaco, ormai solo thè alla pesca/limone), mentre l’altra persona avvia un monologo di cui io non ascolterò nemmeno una parola.
Sapete che vi dico? Se non potete gestire la verità allora io non posso gestire voi.
Questa è la mia esperienza ventennale come persona sincera, cosa che tenderò ad essere all’incirca per sempre (senza mai scusarmi). Vi dirò anche di più: farò di tutto per circondarmi di persone come me, anche perché si ha sempre bisogno di avere quell’amica che ti avvisi se hai uno spinacio tra i denti.

Grazie per la lettura, miei prodi.

PS: Persone sincerissime del mondo venite a me e ditemi se anche per voi è lo stesso.

Lascia un commento

Please Login to comment
avatar
  Subscribe  
Notificami
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: