Il testimone invisibile

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Me l’hanno consigliato in molti e finalmente, posso dire di averlo guardato anche io. Devo ammettere che quando si parla di film italiani thriller sono sempre un po’ scettica, poiché, non per cadere negli stereotipi, noi italiani sappiamo fare tante cose, ma i thriller non sono proprio cosa nostra. Abbiamo una storia del Cinema invidiabile, o almeno, un tempo l’avevamo, ora siamo condannati ad essere “quelli che fanno i cinepanettoni”. Qui la chiudo per evitare polemiche. Diciamo solamente che raramente ho visto un thriller italiano ben fatto, anzi ne approfitto per chiedervi di consigliarmene uno, sono pronta a ricredermi.

Tornando al “Testimone invisibile”, (no spoiler) lo introdurrei dando quelle quattro informazioni base che inserisco sempre all’interno di una recensione.

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Paese di produzione: Italia
Regia: Stefano Mordini
Anno: 2018
Genere: thriller, drammatico
Case di produzione: Warner Bros. Entertainment Italia, Picomedia.

“Il testimone invisibile” è stato per me una meravigliosa sorpresa. Non ci credo neanche io. Subito dopo averlo visto sono andata a consigliarlo a parenti e amici, perché secondo me non è affatto male, poi ovviamente ognuno ha i suoi gusti.

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Qual è la trama? Dunque, Adriano Doria è un imprenditore accusato di aver ucciso la propria amante, Laura. Lui ovviamente nega, affermando di essere stato incastrato. Nessuno gli crede, gli avvenimenti lo individuano come unico possibile colpevole. Nella foto qui a sinistra, vediamo Laura deceduta. La scena della sua morte viene mostrata fin da subito: Adriano e Laura si trovano nella stanza di un hotel isolato quando vengono aggrediti, Adriano perde i sensi in seguito a un colpo alla testa e quando si risveglia, si ritrova davanti agli occhi il corpo privo di vita dell’amante. La camera è del tutto sigillata, non è possibile uscire dalle finestre perchè le maniglie sono state tolte dall’albergo stesso e non è possibile uscire dalla porta, chiusa dall’interno. Se non è stato Adriano a uccidere Laura, chi è stato? E come ha fatto l’assassino a entrare e uscire dalla camera indisturbato? Questi sono i quesiti da svelare e che non temete, verranno chiariti man mano. Le prime scene mostrano Adriano, agli arresti domiciliari, ricevere la visita

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di una brillante penalista, Virginia Ferrara, che ha il compito di costruirgli una difesa solida e ferrea. Per farlo, la donna gli concede 180 minuti per raccontare tutto, ogni dettaglio del suo rapporto con Laura, del giorno dell’omicidio ma non solo. Durante tutto il film vengono svelati svariati misteri, alcuni dei quali molto oscuri, legati ad Adriano, Laura e il loro passato. Io non vi anticipo nulla ovviamente, perché se lo facessi vi guasterei tutto.

 

È un film apparentemente semplice: si svolge tutto all’interno della casa di Adriano, dove quest’ultimo, attraverso dei flashback, racconta a Virginia ogni particolare, o meglio, ogni dettaglio. Perché i dettagli sono importanti, come dice la penalista infinite volte. È tutto un gioco di menzogne, verità nascoste, poi svelate etc. La realtà della situazione la si capisce negli ultimi cinque minuti di film, c’è proprio un momento in cui direte “Caspita, perché non ci ho pensato prima!”. Perché è proprio nella parte finale che le maschere cadono e i personaggi rivelano la loro essenza, uno in particolare.

Risultati immagini per il testimone invisibileL’atmosfera del film è interessante, tesa al punto giusto, ti fa venire voglia di proseguire, sapere come termina la vicenda. Certo, devo dire che ci sono stati alcuni momenti in cui le battute dei personaggi sembravano tanto una forma di “Sherlock Holmes dei poveri”, ad esempio quando la penalista si lascia andare a frasi alla Bukowski come “Non c’è salvezza senza sofferenza”. Sì, sta frase è una sofferenza assurda infatti.

Tralasciando questo, passiamo agli attori. I personaggi principali non sono tanti, anche qui sta la semplicità del film. Mi concentrerei sui due protagonisti: Riccardo Scamarcio nei panni di Adriano Doria, che secondo me funziona alla perfezione; e Miriam Leone che interpreta Laura. Anche qui, sarà forse una questione narcisistica dato che si chiama come me, ma anche lei ha recitato molto bene a mio parere. Il resto del cast non ve lo svelo perché non voglio rischiare di mettere in evidenza un particolare che dovrete scoprire solo durante il film.

In conclusione, lo consiglierei assolutamente, io ad esempio l’ho già guardato due volte. Vi lascio qui di seguito il trailer, nel caso la mia recensione non vi abbia convinti.

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